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CETARA: tra turismo e buon cibo

CETARA – Cetara è un posto fuori dal tempo.

Un borgo incantato, che si inscrive a pieno titolo nella splendida cornice della costiera amalfitana ma, allo stesso tempo, se ne differenzia perché rimane fuori dai classici circuiti del turismo di massa, rimanendo un posto elitario.

Visitare Cetara vuol dire fare un’esperienza profonda e sfaccettata. Lo splendido borgo, ospitale e accogliente come i suoi abitanti, si vive come viaggiatori…più che come turisti.

A Cetara la vita è lenta, ma piena di bellezza.

Se venite a Cetara passeggiate, perdetevi tra le stradine del borgo antico, fermatevi al porto per ammirare la bellezza del mare.

E soprattutto…mangiate! Il cibo semplice e genuino, il pescato del giorno, le delizie offerte dal mare.

 

 

CETARA: storia del nome di uno scrigno davanti al Mar Mediterraneo

CETARA – L’origine del nome dell’incantevole borgo di Cetara è stata sempre molto dibattuta.

Una antica e radicata convinzione vuole che il nome Cetara derivi dal latino cetaria, cioè tonnara, o da cetari, cioè “venditori di pesci grossi”.

Lo stesso vocabolo latino deriva probabilmente dal greco ketèia, che vuol dire sempre tonnara.

O ancora (ma è un’ipotesi meno accreditata), c’è chi fa risalire l’origine del nome al latino citrus, che vuol dire limone, ovvero la coltura più importante e rappresentativa dell’intera costiera amalfitana.

Recentemente l’avvocato e storico cetarese Costantino Montesanto ha avanzato l’ipotesi che il toponimo derivi, in realtà, dal termine caeditaria, cioè “pertinenza della caedita“, che vuol dire “luogo disboscato”.

Dal 1997 il territorio comunale è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco in quanto parte della Costiera Amalfitana.

LE RICETTE #FIORDICETARA (ITALIANO/DEUTSCHE). Pasta burro e alici

PER 4 PERSONE:

  • 400 GR DI PASTA LUNGA O CORTA

  • 15 FILETTI CIRCA DI ALICI SOTT’OLIO “FIOR DI CETARA”

  • 100 GR DI BURRO

  • SALE Q.B.

 

 

Burro e alici sono un’accoppiata vincente, non credete? Questa ricetta velocissima ne è la prova provata.

Cominciate mettendo sul fuoco una pentola con l’acqua per la pasta. Potete scegliere il formato che preferite, ma secondo noi, per questa ricetta, la pasta corta è l’ideale.

Ponete in un tegame un’abbondante noce di burro e le acciughe scolate dal loro olio. A fiamma dolce, fateli sciogliere insieme.

Prelevate un mestolo raso di acqua calda e stemperate la cremina ottenuta. Spegnete il fuoco.

Quando l’acqua bolle, buttate la pasta. Fatela cuocere un minuto in meno rispetto a quanto necessario, dopodiché scolatela e completate la cottura nel condimento di burro e alici, a cui avrete aggiunto un altro mestolo di acqua di cottura.

Mescolate bene, affinché la pasta rilasci il suo amido, così il tutto risulterà più cremoso.

Quando la pasta sarà cotta (più o meno al dente lo decidete voi) spegnete il fuoco e aggiungete la restante parte di burro.

Impiantate e mangiate il piatto ben caldo.

 

P.S. All’interno della ricetta non trovate il sale perché le alici Fior di Cetara sono naturalmente sapide. Scegliete voi, in base al vostro gusto, se aggiungerne un po’ al condimento o nell’acqua della pasta.

BUON APPETITO!

 

PASTA MIT BUTTER UND SARDELLEN „FIOR DI CETARA“

ZUTATEN FÜR 4 PERSONEN

• 400 GRAMM PASTA (LANGES ODER KURZES FORMAT)

• 15 GRAMM SARDELLENFILETS IN OLIVENÖL „FIOR DI CETARA“

• 100 GRAMM BUTTER

• SALZ JE NACH BELIEBEN

Butter und Sardellen sind eine gelungene Kombination, finden Sie nicht auch? Dieses schnelle Rezept ist ein Beweis dafür.

Setzen Sie zuerst einen Topf mit Wasser für die Pasta auf den Herd. Sie können das Pasta-Format wählen, das Sie bevorzugen, aber unserer Meinung nach ist für dieses Rezept ein kurzes Format das Beste.

Geben Sie ein großes Stück Butter und die abgetropften Sardellenfilets in eine Pfanne. Lassen Sie sie auf einer sanften Flamme zusammenschmelzen.

Geben Sie mit einer Kelle heißes Wasser hinzu und verdünnen Sie die erhaltene Creme. Den Herd ausschalten.

Die Pasta dem Wasser zugeben, sobald das Wasser kocht. Kochen Sie die Pasta eine Minute weniger als nötig, lassen Sie sie dann abtropfen und kochen Sie sie in der Pfanne, in der Butter-Sardellen-Soße fertig durch die Zugabe einer weiteren Kelle Pasta-Kochwasser.

Gut umrühren, damit die Nudeln ihre Stärke abgeben und damit das Ganze noch cremiger wird.

Wenn die Nudeln gekocht sind (mehr oder weniger al dente, dies können Sie entscheiden), stellen Sie die Hitze ab und fügen Sie den restlichen Teil der Butter hinzu.

Servieren und das Gericht noch heiß genießen.

P.S. Das Rezept enthält kein Salz, da die Sardellen von Fior di Cetara von Natur aus schmackhaft sind. Je nach Geschmack können Sie wählen, ob Sie jedoch etwas Salz in die Soße oder in das Pasta-Kochwasser geben wollen.

Tutto sulla COLATURA DI ALICI, l’oro liquido Made in Cetara

CETARA – È così forte il legame delle alici con il territorio cetarese che l’espressione “alici di Cetara” diventa spesso spontanea e intuitiva.
A Cetara le alici, come il pesce azzurro in generale, sono quotidianamente presenti nelle case e nelle ricette delle genti del posto: per molti decenni hanno costituito l’elemento base della nutrizione per i cetaresi.

Ancora (e soprattutto!) oggi, per la loro eccellente qualità, sono valorizzate dalla ristorazione locale.

Oltre ad avere una larghissima utilizzazione gastronomica, le alici sono un ottimo alimento anche dal punto di vista nutrizionale.
In olio extravergine d’oliva, sotto sale, piccanti o trasformate in pesto: con le alici Fior di Cetara condisci i tuoi piatti con la tradizione millenaria e il profumo del mare della costiera amalfitana.

Questo liquido ambrato, molto simile al garum degli Antichi Romani (una salsa di interiora di pesce liquida e molto sapida che si utilizzava come condimento per diversi piatti) si ottiene dal processo di maturazione delle alici sotto sale, eseguito con un antico metodo che viene tramandato di padre in figlio tra i pescatori di Cetara.
Le acciughe vengono pescate secondo il metodo secolare del cianciolo (o lampara), consistente nell’uso di lampade per far riaffiorare i piccoli pesci in superficie; una volta raccolte, le acciughe vengono decapitate ed eviscerate (scapezzate) rigorosamente a mano e poi sistemate, con la classica tecnica testa-coda, a strati alterni di sale e alici in un apposito contenitore di legno di rovere, che prende il nome di terzigno.

Sul terzigno, sigillato con un disco di legno, si poggia un peso di pietra.

Nella sezione “RICETTE” del nostro blog troverai numerose ricette a base di colatura di alici, prezioso nettare in grado di valorizzare ogni preparazione.

 

LE RICETTE #FIORDICETARA. Tortini di scarole e alici

PER 4 PERSONE:

– 500 GR DI ALICI SOTT’OLIO “FIOR DI CETARA”

– 50 GR DI PINOLI

– 25 GR DI PANE GRATTUGGIATO

– 1 CESPO DI SCAROLA

– 50 GR OLIVE NERE DI GAETA

– OLIO DI OLIVA Q.B.

– 1 SPICCHIO D’AGLIO

– SALE Q.B.

 

Una ricetta di facile esecuzione e veloce da realizzare, ideale come antipasto, ma anche come secondo piatto leggero e gustoso.

Cominciate mondando la scarola, che dovrà essere poi tagliata a striscioline.

Tostate i pinoli in padella per qualche minuto, dopodiché metteteli da parte.

Utilizzando lo stesso tegame, adagiatevi lo spicchio d’aglio, privato della camicia e tagliato a metà, con tre cucchiai d’olio.

Appena sarà dorato, a meno che non vi piaccia, eliminatelo (per non correre il rischio di trovarlo dopo nel piatto e masticarlo accidentalmente!) e deponete in padella la scarola. A questo punto, aggiungete i pinoli precedentemente tostati, le olive nere di Gaeta denocciolate e una presa di sale.

Saltate il tutto a fiamma viva per pochi minuti.

Lasciate riposare la scarola così preparata e dedicatevi alla pulizia delle alici: eliminate la testa e la lisca centrale.  Cominciate anche ad accendere il forno, la cui temperatura sarà impostata su 180°, che così sarà caldo al punto giusto quando sarà il momento di infornare i pirottini.

Con un po’ di attenzione, cercate di aprire le alici in due parti, a mo’ di libretto, senza separarle completamente.

Per realizzare gli sformati potete utilizzare dei pirottini di alluminio, degli stampi in porcellana o in silicone o una teglia da muffin. L’importante è che , prima di comporre il tortino, ne rivestiate la superficie con un velo d’olio e un’abbondante spolverata di pangrattato che aderisca bene alle pareti dello stampo.

Una volta completato questo passaggio, basterà foderare gli stampini con le alici intere, disposte a raggiera, e riempire il centro con una porzione della scarola preparata in precedenza. Richiudete il tortino con la coda delle alici stesse.

Non resta che infornare! 10 MINUTI a 180°.

Una volta sfornati, lasciate i tortini riposare per altrettanti minuti e sformateli direttamente sul piatto da portata. Potrete decorarli con un ciuffo di alice sott’olio “Fior di Cetara” e prezzemolo.

Il successo è assicurato!

BUON APPETITO!

Nasce il MUSEO DELLA COLATURA DI ALICI, posto unico al mondo

 

CETARA – Quella della Colatura di Alici è una tradizione tanto pregnante per la cultura cetarese che le è stato intitolato un museo unico al mondo.

Si trova a Cetara, infatti, nelle sale della meravigliosa Torre Vicereale, il primo Museo Cantina dedicato alla Pesca ed alla Colatura di Alici: uno spazio dove riposano ed invecchiano botti antiche nelle quali è riposto il prezioso liquido ambrato ottenuto dalla maturazione delle alici sotto sale.

Il museo include anche una piccola, ma importantissima, biblioteca che raccoglie libri, documenti storici, giornali, riviste, fotografie dedicate alla colatura, alla pesca e alle radici di Cetara.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del protocollo d’intesa firmato dal Comune di Cetara, dall’Associazione per la Valorizzazione della colatura di alici di Cetara, dal Flag Approdo di Ulisse e dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II di Napoli (fonte: CETARA TURISTICA).

 

 

 

LO SAPEVI CHE? Le alici di Cetara si pescano con le “lampare”. Ecco come

CETARA – Tutti in piedi davanti a Sua Maestà Colatura di Alici!

Questo liquido ambrato, discendente dal garum degli Antichi Romani, si ottiene dal processo di maturazione delle alici sotto sale, eseguito con un antico metodo che viene tramandato di padre in figlio tra i pescatori di Cetara.

Ma come vengono pescate le alici?

Ancora secondo tradizione: si ricorre al metodo secolare della lampara (altrimenti detto cianciolo), consistente nell’uso di lampade per far riaffiorare i piccoli pesci in superficie.

Si utilizza una rete a circuizione che racchiude il branco di pesci raccolto sotto la fonte luminosa, dotata di galleggianti sulla parte superiore e di pesi su quella inferiore. Una volta entrate le alici, la rete viene chiusa come un sacco agendo su un cavo d’acciaio che scorre attraverso grossi anelli che sono attaccati sul fondo. Quindi viene tirata a mano fino ad accostare la fonda al peschereccio; infine con grossi coppi di rete viene issato a bordo il pescato.

Nel buio, le luci dei pescatori sul mare di Cetara rendono magica la notte.